L’acqua nel mondo

Obiettivi di Sviluppo del Millennio

Correva l’anno 2000 quando tutti i 189 stati membri delle Nazioni Unite definirono otto obiettivi fondamentali che era necessario raggiungere per assicurare uno sviluppo globale rispettoso della dignità umana. Tra i diritti che era necessario garantire vi erano anche acqua potabile e servizi sanitari: il numero di persone senza accesso doveva essere dimezzato entro il 2015.

Tra il 1990 e il 2010 ben 2 miliardi di individui sono stati raggiunti da fonti sicure, superando così con cinque anni di anticipo l’obiettivo prefissato. Eppure, le disuguaglianze nella copertura delle aree più povere continuano a sottolineare come la strada da percorrere sia molta.

La Bolivia ha dichiarato di aver passato il traguardo indicato dall’ONU già alla fine del 2012, e oggi il paese andino si attesta attorno al 78,5% di copertura totale.

Il governo di Evo Morales, insieme a diverse agenzie e banche per lo sviluppo internazionale, ha infatti erogato ingenti finanziamenti, dando stimolo all’espansione della rete idrica. Centrale è stato il ruolo giocato dal Ministero dell’acqua e dell’ambiente e dal programma “Mi Agua”, finanziato e gestito direttamente dal governo.

Secondo il report prodotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità insieme all’UNICEF, nel 1990 solo la metà dei boliviani riceveva acqua nelle proprie case. E’ evidente come, se comparato con i dati attuali, i passi in avanti sono stati enormi. Eppure avere una copertura che sfiora l’80% significa che ancora 2 milioni di persone nel paese vivono senza fonti sicure.

Inoltre, se l’operato pubblico ha portato a una notevole ’estensione della copertura, lo stesso non si può dire dei servizi sanitari. A oggi circa la metà della popolazione non ne gode in maniera sufficiente, e questa proporzione si aggrava drammaticamente nelle aree rurali, dove i tre quarti degli abitanti non hanno né bagni né latrine.