Il progetto

Come sono raccontate le donne nell’informazione sportiva italiana e, in particolare, in quella on line?

A questa domanda cerca di rispondere Un certo genere di sport, un progetto web che nasce da un mio intervento proposto a Le parole per dirlo, una iniziativa promossa dalla rete GiULiA – Giornaliste Unite Libere Autonome lo scorso novembre a Bologna.

Perché proprio le donne e lo sport? Perché io ho iniziato come giornalista sportiva quando ero poco più di una ragazzina (l’ho raccontato qui e qui) e nel corso degli anni, pur occupandomi di altro, non ho mai smesso di leggere con attenzione quelle pagine.

Durante la scorsa estate ho cominciato a raccogliere screenshot dalle versioni on line dei tre quotidiani sportivi italiani e delle cronache sportive dei principali quotidiani. Da fine luglio a metà agosto e tra ottobre e novembre ho “scattato” più di venti foto che sono poi finite in quella presentazione, ma nei mesi successivi ho continuato questa insolita collezione. Così dopo un evento formativo per giornalisti lo scorso 12 marzo, grazie anche ad una sollecitazione del collega e amico Andrea Nelson Mauro, è nata l’idea del blog, frutto della collaborazione con dataninja.it di cui Andrea è fondatore insieme ad Alessio Cimarelli.

Scorrendo queste foto vi accorgerete che le cronache sportive sono, talvolta, il trionfo dello stereotipo sessista. Ad esempio, le tenniste sono belle e brave; il binomio donne e motori accompagna le cronache delle principali manifestazioni automobilistiche; le sciatrici o le pattinatrici sul ghiaccio sono le regine delle nevi.

La donna sportiva viene enfatizzata per valori aggiuntivi. Non bastano quelli sportivi.

Un’ultima considerazione: molte di queste foto sono tratte dalla colonna a destra delle homepage dei siti di informazione, ovvero quella che Vittorio Dell’Aiuto definì come “boxino morboso“.

Come ha scritto Luca Sofri in Tra falso e vero, banale e originale, uscito sui Problemi dell’informazione 1/2012, “i siti dei quotidiani italiani hanno allocato spazi diversi ma estesi delle loro homepage a questa antologia del freak: gossip, strano-ma-vero, calendari soft-porno e pruriginosità varie, etc etc (…). Il boxino morboso è uno dei meccanismi di generazione di traffico sui siti di news italiani. L’altro è la fotogallery“.

Sia il boxino morboso che la fotogallery sono i due principali contenitori di stereotipi sessisti nelle cronache sportive on line.

Questo progetto web non intende puntare il dito contro il lavoro dei colleghi, ma propone una riflessione affidata soprattutto alle immagini su come l’informazione sportiva racconta le donne, non solo le atlete, e come le donne compaiono sui giornali sportivi.

Un certo genere di sport potrà crescere soprattutto grazie alle segnalazioni di quanti finiranno su queste pagine che potranno essere inviate a questa mail.

Bologna, 20 marzo 2014

One Comment

  1. Interessantissimo progetto che pubblicizzerò nei social che frequento e a cui cercherò di collaborare per quello che posso. Non leggo cronache sportive anche perché mi interesso di sport con pochissima tifoseria (atletica leggera, ginnastica a corpo libero, ginnastica ritmica, pattinaggio artistico). Mi interessa molto invece il modo in cui i media descrivono la donna perché è lì che si pasce il maschilismo e il sessismo.
    Al contrario di quanto affermi, penso che invece bisognerebbe cominciare a puntare il dito non contro “i giornalisti” ma contro “quei” giornalisti che hanno bisogno di suscitare pruriginosità per essere letti. Bisogna decisamente puntare il dito contro quella stampa che avalla e promuove una immagine della donna che ci inchioda al ruolo di oggetto.
    Complimenti Mara e grazie!
    Anna

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